FESTA DELLA DONNA

Nonostante purtroppo quest'anno la Giornata internazionale dei diritti della donna - ricorrenza da tempo fortemente attenzionata e festeggiata nel nostro Paese - dovrà essere ridimensionata a causa dell'ormai da tempo in essere emergenza Coronavirus e delle conseguenti misure di contenimento varate nel Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) dello scorso 4 marzo, la Festa della Donna e i principi su cui si fonda rimangono pilastri del vivere civile.

UN PO' DI STORIA

Certo, pochi giorni fa il Quirinale ha dovuto annullare la cerimonia dell'8 marzo per la Festa della Donna, ma la celebrazione della sua illustre - e, a tratti, quasi "mistica" - storia non verrà certo rovinata per questo.
Come molti già sanno, esistono svariate leggende relative all’origine della Giornata internazionale della Donna. Tra queste, la più accreditata è senza dubbio quella che fa risalire la festa dell’8 marzo alla commemorazione degli oltre cento operaie e operai morti il 25 marzo del 1911 nel rogo dell’edificio newyorchese della Triangle Waist Company, al cui interno i lavoratori venivano sfruttati e costretti a svolgere le proprie mansioni in condizioni davvero deprecabili. Altre due famose versioni della storia però - forse anche più plausibili vista la corrispondenza di date - collegano la ricorrenza una a uno sciopero di lavoratrici tessili avvenuto a New York l’ 8 marzo del 1857 e finito brutalmente represso nel sangue, l'altra alla rivolta pacifista delle operaie di Pietrogrado, avvenuta l’ 8 marzo 1917 in Russia. Diverse fonti, inoltre, ricollegano l'origine della Festa della Donna a una conferenza dal titolo "Woman's Day", tenuta nel 1908 da Corinne Brown - celebre esponente del Partito socialista di Chicago - nel Garrick Theater per parlare a cuore aperto di rivendicazioni delle donne contro lo sfruttamento, i bassi salari, le discriminazioni sessuali e del diritto di voto, cosa che già a partire dal 1909 portò il Partito socialista americano a organizzare in ogni sua sezione - per tutte le ultime domeniche di febbraio - una manifestazione a favore delle lotte femminili.
Tutte storie affascinanti, ricche di πάθος, di orgoglio e, a tratti, anche di mistero: a tutt'oggi, infatti, non è possibile associare con certezza l'una o l'altra all'effettiva origine della ricorrenza. Nonostante questo, però, sappiamo con certezza che - almeno per il primo decennio del Novecento - in Europa, negli States e in Russia il Woman’s Day iniziò a esser celebrato in giorni e mesi diversi: la scelta comune dell'8 marzo, infatti, arrivò solamente nel dicembre del 1977, quando L’ONU sancì ufficialmente la nascita della “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

In questo contesto, è bene far presente come in Italia la ricorrenza - che negli anni Venti prese sì piede, ma solo tra le operaie delle grandi fabbriche, salvo poi rifugiarsi in clandestinità durante glia anni Fascismo - finì per affermarsi in maniera definitiva solamente dopo la Liberazione, quando - l’8 marzo del 1946, per l'appunto - venne celebrata ufficialmente la prima Giornata della Donna.

IL PENSIERO CORDUA

All'interno di questo panorama - fatto di leggende e grande rivalsa, femminile e non - siamo fieri di sottolineare ancora una volta come la realtà Cordua valorizzi in maniera importante il ruolo della donna, in tutte le sfaccettature in cui questa possa essere declinata all'interno di un panorama lavorativo come il nostro.
In prima istanza, siamo orgogliosi di ricordare come il nostro staff risulti essere prevalentemente femminile, anche - e soprattutto - per quel che concerne le posizioni dirigenziali: uno staff quasi tutto al femminile, dunque, fatto di donne capaci e più che mai meritevoli, il cui pregio più grande è forse rappresentato dalla forza e dalla passione che ogni giorno mettono in tutto quello che fanno. Da noi, infatti, quello che più conta è il merito, e il fatto che questo coincida con una prevalenza "rosa" all'interno dei nostri uffici non può che renderci ancor più felici delle nostre scelte.
In seconda battuta, ma non certamente meno importante, non bisogna dimenticare come - statistiche alla mano - anche le nostre studentesse siano davvero molte rispetto ai loro colleghi maschi, e allo stesso tempo pure i loro risultati risultino in percentuale davvero degni di nota.
Una vittoria "pink" - se così si vuol dire - più che meritata e che arriva da tutti i fronti, insomma.

E poi in fondo si sa, anche solo per una mera questione grammaticale: l'intelligenza è donna. Buon 8 marzo a tutte!

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